Il parere di un tecnico: da progettista a cliente

Andrea Ravagli, 43 anni, è architetto e progettista e da quasi un decennio collabora con Kager come libero professionista. Vive nel centro di Parma insieme con la famiglia in una casa Kager di circa 150 metri quadrati.

 

“Progettando per i miei clienti sia case «tradizionali» che case in legno con tecnologia Kager, ho potuto constatare nel tempo quali sono le più significative distinzioni tra i due diversi approcci”: la competenza derivante dalla sua professione e l’esperienza per i molti lavori realizzati rendono le considerazioni dell’architetto Ravagli un autorevole punto di vista in materia di edilizia.

 

Ci vuole raccontare le principali differenze che vede tra una casa in mattoni e la tecnologia Kager?

Innanzitutto la tempistica: a parità di dimensioni, per realizzare una casa con tecnologia Kager ci vuole mediamente dalla metà a un terzo del tempo necessario per mettere in piedi un’abitazione tradizionale. Giusto un esempio, per costruire una villetta in muratura di 150 metri quadrati ci vogliono circa 14 mesi, con Kager 6 sono sufficienti.

 

Com’è possibile questo risultato?

Costruendo case prefabbricate, Kager realizza gran parte del lavoro in stabilimento, riducendo di molto il tempo in cantiere. Questo a tutto vantaggio del cliente. Ad esempio due anni fa a San Secondo Parmense ho progettato una casa Kager per una persona che aveva da poco venduto l’abitazione dove risiedeva. Nell’attesa che l’alloggio fosse terminato, viveva in affitto insieme con la famiglia, con tutti i costi che questo comportava. Aver impiegato un terzo del tempo che sarebbe stato necessario per realizzare una casa tradizionale, peraltro con risultati ottimi, ha consentito al cliente di risparmiare in modo significativo sull’affitto.

 

Un’altra distinzione, oltre alla tempistica?

La “leggerezza” della tecnologia. Questo elemento mi tocca in prima persona: dieci anni fa decisi di aggiungere un piano alla casa dove vivo, un’abitazione in muratura degli anni Venti. Chi l’aveva progettata però non aveva pensato a questa eventualità: una sopraelevazione tradizionale avrebbe pesato troppo su murature e fondazioni esistenti, e quindi non era fattibile. Con Kager invece è stato possibile, il legno utilizzato ha gravato in modo tollerabile sulle strutture.

 

Ed è rimasto soddisfatto?

Non solo soddisfatto, ma anche sorpreso francamente. Prima di allora non avevo mai preso in considerazione l’idea di utilizzare questa tecnologia: l’ho fatto perché ero costretto. Ma entrando in contatto con questa realtà, lavorando con loro e constatando i risultati, mi sono reso pienamente conto dell’alto livello di qualità raggiunto.

 

Ci fa un esempio?

Casa mia è nel centro storico di Parma, e per costruire il piano sopraelevato dovevo rispettare severi criteri normativi su specifici dettagli estetici e architettonici. Non tutti le aziende che realizzano prefabbricati erano in grado di realizzare quei dettagli. Kager sì, e come sempre l’ha fatto in tempi brevi.

 

Un lavoro “su misura”…

È tra i fattori più apprezzati dai clienti, che beneficiano di un servizio sartoriale realizzato in tempi ridotti.

 

I suoi clienti sono più soddisfatti delle case tradizionali o di quelle Kager?

Di quelle Kager. Ho collaborato una dozzine di volte con l’azienda, e ho potuto constatare che avere un risultato qualitativamente elevato in tempi rapidi e a costi certi diminuisce lo stress e aumenta la soddisfazione dei clienti, che si sono sempre dichiarati contenti. Ecco perché continuo a consigliare Kager.

 

C’è un cliente in particolare la cui soddisfazione le è rimasta impressa?

Una signora che da un anno abitava in una casa in legno Kager un giorno mi ha detto: da quando sono qui è sempre primavera! È stata un po’ poetica, ma ha raccontato bene il comfort che prova all’interno di casa sua, grazie alla ventilazione controllata, alla regolazione dell’irraggiamento attraverso frangisole interni, ai vetri a forte contenimento termico, alla qualità dei serramenti e a tanti altri aspetti della tecnologia Kager.