Recensione su “Ville e Case Prefabbricate” – 2009

Come una serra: colpisce a prima vista la parete interamente vetrata, perché toglie ogni barriera tra il luogo dell’abitare e il panorama, e così realizza uno dei grandi sogni dell’epoca nostra la quale, essendosi tanto allontanata dalla natura, oggi desidera ritrovarla e riabbracciarla.

Il superamento degli schermi visivi tra interno ed esterno permette alla fantasia di immaginare di vivere nel prato, mentre la piscina – questo lido personale, sempre accogliente e pronto a rinfrescarci nella calura o a confortare l’animo anche nelle stagioni fredde – quasi sembra entrare dentro la casa.

kager costruzione case bioedilizia recensione ville e case prefabbricate 23 2009

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Il piacere dello sguardo che si inoltra nella pianura, una casa che diventa praticamente una veranda: che cosa si può desiderare di più, quando ci si trova in un contesto in cui l’occhio può spaziare libero sul manto di teneri fili d’erba? Qui si recupera appieno il senso del trascorrere delle stagioni, nel mutare dei colori della flora: qualcosa che la vita in città sembra quasi aver dimenticato.

Certo, tutto questo è oggi possibile grazie ai vetri termici rinforzati, che non solo permettono un alto standard di isolamento, ma anche notevole resistenza agli urti.

Tuttavia la casa non è solo vetro: la logica della serra è estranea all’abitare, per quanto “l’effetto serra” sia uno degli ingredienti sapientemente utilizzati nella progettazione di edifici a risparmio energetico, per ottenere nei mesi freddi – durante i quali il sole trascorre basso sull’orizzonte – un contributo al benessere interno dell’abitazione.
Quindi, se il vetro è il per il piacere della vista, il gusto dell’abitare proviene dalla sicurezza e dall’intimità che la casa garantisce.

Per questo qui la facciata vetrata è raccolta e protetta sotto le due ampie falde, accoglienti e sicure. Il disegno generale della casa è quello che abbiamo in mente sin da bambini: due falde simmetriche ad ampi sporti e corpo dell’edificio raccolto sotto questo.

Ma tale impostazione apparentemente semplice raggiunge nell’esecuzione livelli di raffinatezza inusitati, grazie alla tecnologia implicita nel fabbricato.

Le dimensioni della copertura fanno sì che sia questa a “fare struttura” insieme con la trama di pilastri perimetrali e interni. L’intelaiatura così definita permette una ampia libertà di scelta nella disposizione delle pannellature sui due livelli: un fatto che risulta evidente osservando il lato verso la piscina dove lo spazio di due moduli – verso le facce anteriore e posteriore, restano aperti a mo’ di veranda. La composizione degli spazi è agile e facilmente modulabile in sede di progettazione: è questo uno dei pregi della prefabbricazione, quando è applicata con intelligenza e con visione aperta verso il futuro.

Così il grande tetto a falde diventa il segno di una libertà progettuale e abitativa sconfinata, entro la quale il gioco di aperture è l’espressione delle molteplici potenzialità di composizione degli spazi.

kager costruzione case bioedilizia recensione ville e case prefabbricate 23 2009

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Vista frontale della casa vita nova, con il caratteristico ampio tetto protettivo che lascia libertà nella composizione degli ambienti: un disegno aperto all’intorno.
A destra in senso orario: le dimensioni della copertura consentono di realizzare una duplice veranda sul lato piscina. Vista interna dal livello superiore. realizzazione con sistema doh by kager.

Solo una solida base tecnologica può consentire questa inconsueta libertà progettuale: quella derivante dalla sicurezza a tutto campo offerta dal tetto e dalle pareti laterali.
Quello e queste, pur nella facilità compositiva date dalla prefabbricazione, sono garantite dalla qualità dei panelli compositi, realizzati per questa serie di abitazioni chiamata “Vita Nova”, in omaggio all’opera dantesca che segna il punto di svolta, fondante nella produzione letteraria italiana, quanto questa casa segna un punto fermo nella storia della prefabbricazione.

Il sistema costruttivo a pannelli si chiama DOH (acronimo tedesco per “casa a diffusione aperta”). Sono elementi a strati variamente composti (per interni, esterni e coperture) così da garantire assieme massima coibenza e massima traspirabilità: due prestazioni che sembrerebbero antitetiche ma tali non sono, grazie all’uso ragionato di intonaci di varia composizione, di pannelli in fibra di legno, di montanti (o perline) in legno lamellare con funzione di telaio, di piastre in cartongesso armato con fibre, di isolanti termici ed acustici, di carta oleata biologica come barriera vapore.

I materiali sono scelti in modo tale da garantire il flusso diffusorio d’umidità attraverso le strutture, allo stesso tempo assicurando un ottimo isolamento termico, con pareti esterne di 31 cm e divisori interni di 9,5 cm.

Una casa ecologica e tecnologica: soprattutto una casa immersa nel panorama non solo visivamente, perchè le pareti traspirano tanto quanto proteggono e isolano.

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Le viste interne mostrano la libertà compositiva del sistema costruttivo a telaio e pannelli che, pur con piccolo spessore, offrono coibenza e risparmio energetico.